Horizon, la rivista della Commissione europea sulla ricerca e l'innovazione, dedica un articolo a Di-Hydro, il progetto europeo che ha portato digital twin, previsioni basate sull'AI e nuovi sensori negli impianti idroelettrici. Tra i principali intervistati c'è Nicola Crippa, product manager del software MAS per l'ottimizzazione idroelettrica.

Horizon Magazine, la rivista della Commissione europea sulla ricerca e l'innovazione, ha raccontato Di-Hydro: il progetto europeo che ha portato digital twin, modelli di previsione e nuovi sensori negli impianti idroelettrici, per produrre energia quando serve senza perdere di vista i fiumi e gli ecosistemi. Tra i principali intervistati c'è Nicola Crippa, product manager del software di MAS Consulting per l'ottimizzazione idroelettrica, accanto al coordinatore del progetto, Alkiviadis Tromaras del CERTH.
Perché l'idroelettrico torna al centro
L'articolo, pubblicato il 27 ottobre 2026, parte da un dato: nel 2025 l'idroelettrico è stato la terza fonte di elettricità rinnovabile dell'Unione europea, dopo eolico e solare, con il 25,9% della produzione rinnovabile secondo Eurostat. Il suo valore però va oltre i numeri: gli impianti con bacino possono trattenere l'acqua e usarla quando eolico e solare non bastano, e diventano così una forma di accumulo per tutto il sistema elettrico.
È proprio questa flessibilità a rendere la gestione più difficile. Gli impianti devono rispettare le norme europee su fauna, corsi d'acqua e qualità dell'acqua, e il cambiamento climatico sta modificando il regime di piogge e di scioglimento delle nevi, con più rischio di siccità e di piene.
Non quanta acqua, ma quando arriva
Nell'intervista Nicola Crippa sposta l'attenzione su un punto che chi gestisce un bacino conosce bene: il volume d'acqua disponibile in un anno può restare simile, ma cambia il modo in cui si distribuisce nelle stagioni. Per questo previsioni accurate diventano decisive: aiutano gli operatori a scegliere quando produrre e quando conservare l'acqua, per generare energia nei momenti in cui serve di più, come le ore di picco della domanda.
È lo stesso principio su cui si basa l'ottimizzazione idroelettrica: ogni metro cubo turbinato oggi non sarà disponibile domani, quindi il valore dell'acqua dipende dal momento in cui la si usa. Lo abbiamo approfondito nella guida su come ottimizzare un impianto idroelettrico.
Provare le decisioni prima di prenderle
Il cuore di Di-Hydro è il digital twin: una replica digitale dell'impianto, alimentata con i dati reali, su cui far girare scenari diversi senza alcun rischio per l'impianto vero. Intorno al digital twin il progetto ha costruito una piattaforma di supporto alle decisioni basata su intelligenza artificiale e machine learning, che mette insieme produzione di energia, gestione della risorsa idrica e vincoli ambientali.
Come sottolinea Tromaras nell'articolo, questi strumenti non sostituiscono gli operatori: li aiutano a decidere con più informazioni. Nei test, la piattaforma ha indicato scelte operative più efficienti, tenendo conto dei vincoli ambientali e delle regole da rispettare.
Sensori: l'impianto come infrastruttura e come ecosistema
Il secondo filone riguarda le misure in campo, su due fronti:
- qualità dell'acqua: ossigeno disciolto, pH, conducibilità, temperatura, ammoniaca, alghe ed E. coli, misurati a monte e a valle e incrociati con i dati storici. Variazioni anomale fanno da segnale di allarme precoce su ciò che sta cambiando nel bacino;
- macchinari: sensori wireless che rilevano emissioni acustiche, vibrazioni, pressione e temperatura, per individuare usura e danni prima che diventino guasti.
Il risultato è una visione dell'impianto che tiene insieme la parte meccanica e quella ambientale. I casi d'uso del progetto si trovano in Grecia, Italia e Serbia.
Un'Europa a velocità diverse
Il passaggio più netto dell'intervista riguarda il punto di partenza. Gli impianti europei sono stati costruiti in epoche diverse e con tecnologie diverse, e il loro grado di digitalizzazione cambia molto da un Paese all'altro e da un operatore all'altro. «Il livello di digitalizzazione in Europa è molto diverso», osserva Crippa. Portare questi sistemi a uno standard comune richiederà un lavoro importante, ma secondo Crippa è una strada obbligata.
Per chi gestisce impianti idroelettrici significa che il problema non è solo tecnologico. I dati spesso esistono già, negli SCADA, nei sistemi di misura e nei fogli di calcolo: la sfida è collegarli alle decisioni di produzione e di mercato.
Il contributo di MAS a Di-Hydro
MAS Consulting è uno dei 13 partner del progetto, insieme a centri di ricerca, aziende tecnologiche e tre produttori di energia: PPC in Grecia, A2A in Italia ed EPS in Serbia. Di-Hydro, finanziato dal programma Horizon Europe con un contributo dell'Unione di circa 4,5 milioni di euro, è partito a ottobre 2023 con il kick-off al CERTH di Salonicco e si è concluso a settembre 2026.
Nel progetto MAS ha lavorato sulla modellizzazione delle aste idriche e sugli algoritmi di ottimizzazione. Il punto di partenza era IDRO Optimizer, che pianifica la produzione di intere aste nel rispetto dei vincoli di bacini, impianti e condotte; la sfida era introdurre obiettivi e vincoli nuovi, per esempio ambientali e di qualità dell'acqua.
Dalla ricerca agli impianti
Molti dei temi di Di-Hydro sono già parte del lavoro quotidiano dei produttori che usano IDRO Suite:
- scenari e analisi what-if per valutare in anticipo l'effetto di una scelta, con algoritmi di ottimizzazione anche stocastica;
- dati di campo collegati alle decisioni: con MAIA i guasti arrivano in automatico dagli SCADA e aggiornano il piano di produzione;
- simulazione degli interventi sulla rete idraulica con THESEUS, prima di andare in campo.
IDRO Suite gestisce oggi oltre 3.000 MW di potenza installata. L'esperienza di Di-Hydro, con i suoi dati ambientali e i suoi vincoli nuovi, è un banco di prova per far evolvere questi strumenti verso un idroelettrico più digitale, flessibile e attento al territorio.
L'articolo completo, in inglese, è su Horizon Magazine. Per approfondire il progetto: dihydro-project.eu e la scheda CORDIS.
Domande frequenti
Che cos'è Horizon Magazine?
È la rivista online sulla ricerca e l'innovazione pubblicata per conto della Commissione europea. Racconta i progetti finanziati dai programmi europei, come Horizon Europe, attraverso le persone che ci lavorano.
Che cos'è il progetto Di-Hydro?
Di-Hydro è un progetto di ricerca e innovazione finanziato da Horizon Europe, attivo da ottobre 2023 a settembre 2026 e coordinato dal CERTH di Salonicco. Ha sviluppato sensori, modelli di previsione, digital twin e una piattaforma di supporto alle decisioni per gli impianti idroelettrici, con casi d'uso in Grecia, Italia e Serbia.
A cosa serve un digital twin in un impianto idroelettrico?
Il digital twin è una replica digitale dell'impianto alimentata con i dati reali. Permette di simulare scenari diversi, per esempio di apporti, prezzi o vincoli ambientali, e di valutarne gli effetti prima di prendere una decisione in campo, senza rischi.
Perché il cambiamento climatico complica la gestione dell'idroelettrico?
Perché cambia il regime di piogge e scioglimento delle nevi: la quantità d'acqua nell'anno può restare simile, ma arriva in momenti diversi, con più rischio di siccità e piene. Servono previsioni più accurate per decidere quando produrre e quando conservare l'acqua.
Qual è stato il ruolo di MAS Consulting in Di-Hydro?
MAS Consulting è uno dei 13 partner del progetto. Ha lavorato sulla modellizzazione delle aste idriche e sugli algoritmi di ottimizzazione, partendo dall'esperienza di IDRO e introducendo nuovi vincoli, per esempio ambientali e di qualità dell'acqua.
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